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#autistatour: 22 gennaio a Cinisello Balsamo

moravo collectionGiovedì 22 gennaio 2015
Ore 21, Sala incontri
Centro Culturale Il Pertini
Piazza Confalonieri 3
Cinisello Balsamo

1914-2014: non c’è “pace, in terris”
“Autista moravo” arriva a Cinisello Balsamo. L’incontro “Non c’è pacem in terris” che nei mesi scorsi ha toccato diversi altri comuni, inaugurerà il 22 gennaio il programma di iniziative dedicate al 100° anniversario della Grande Guerra promosso dal Comune di Cinisello Balsamo. Sarà un’occasione per tornare indietro nel tempo, anche alla luce dei recenti tragici avvenimenti: vi racconteremo infatti la storia della moschea di Parigi, nata proprio in seguito alla Grande Guerra… Vi aspettiamo!

Intervengono

Danilo De Biasio, Radio Popolare
Martino Iniziato, Lapsus
Andrea Catania, assessore alla Cultura comune di Cinisello Balsamo

Cent’anni fa, sembra oggi…

Théophile-Alexandre Steinlen, Les deux amis, 1917Parlare di Grande Guerra significa parlare di noi, perché la Prima Guerra Mondiale contiene tutti i temi dei conflitti attualmente in corso: vittime civili, tecnologia, persuasione delle masse… E significa anche investire le autorità politiche di un problema: cosa aspettano a riabilitare i soldati fucilati per terrorizzare il resto della truppa? Ne abbiamo parlato con Barbara Bracco, storica a Milano Bicocca, con Franco Marini, presidente del Comitato Storico sulla Grande Guerra, Alessandro Colombo, docente alla Statale di Milano. L’appuntamento giornaliero con “Autista moravo” termina oggi, ma il progetto continua sul sito e con nuovi appuntamentii che vi segnaleremo nei prossimi mesi… continuate a seguirci! Ecco il podcast.

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Il nazionalismo comincia ad uccidere.

jeauresPodcast e materiali della ventiquattresima e penultima puntata di “Autista moravo”. L’assassinio di Jean Jaures, leader socialista e pacifista francese, è simbolicamente l’inizio della guerra. Due colpi di pistola, proprio come a Sarajevo un mese prima, tolgono di mezzo l’ostacolo al conflitto. Che infatti comincia, travolgendo il mondo. Ne abbiamo parlato con David Bidussa della Fondazione Feltrinelli, abbiamo letto la prima pagina dell’Humanité, abbiamo citato Edith Wharton (Da fronti opposti – Viella Libreria Editrice). Con Silvia Galasso, per la rubrica dedicata al panorama artistico negli anni della Grande Guerra, abbiamo parlato dell’eredità della Grande Guerra sulle arti visive. Vincenzo Mantovani recensisce per noi il libro “I sonnambuli” di Christopher Clark. Ecco il podcast.

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Storia per anniversari? Parliamone.

Lo storico Aldo Giannuli, amico di vecchia data di Radio Popolare, ha pubblicato in questi giorni due interessanti articoli dedicati alla “storia per anniversari” in cui pone dei problemi e articola delle riflessioni stimolanti e che ci hanno “tirato in causa”, facendoci riflettere sul nostro lavoro di queste settimane. Danilo De Biasio risponde con alcune riflessioni: chissà che non ne nasca un dibattito a cui vogliano partecipare anche altri.

Storia per anniversari? Parliamone.

Come si fa a non essere d’accordo con il prof Giannuli: l’anniversarismo è la malattia infantile (o senile?) della storiografia. Una prova viene dall’attuale dibattito parlamentare. Il vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Cecconi, ha twittato questo messaggio:

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Berlino e Vienna come due pugili suonati.

germaniaPodcast e materiali della ventitreesima puntata di “Autista moravo”. Perché le due nazioni che più di altre hanno voluto la Grande Guerra sono uscite sconfitte? Per rispondere a questa domanda serve capire cosa successe al fronte, come la popolazione resistette alla fame, l’entrata in guerra degli Stati Uniti e la rivoluzione d’ottobre in Russia. E compaiono personaggi affascinanti, come il mitico Parvus. Ne abbiamo parlato con Giovanni Schininà, storico all’Università di Catania e Gerhard Hirschfeld, che insegna storia a Stoccarda. Caterina Croce ci ha parlato di un altro documento liberamente scaricabile dal sito della Fondazione Feltrinelli: Against the War della Socialist Propaganda League of America. Silvia Galasso, per la rubrica dedicata al panorama artistico negli anni della Grande Guerra, ci ha parlato dei futuristi. Ecco il podcast.

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Folgaria: un suono di pace in un mondo di guerra.

fresuUna melodia, il “silenzio”, ha reso omaggio domenica scorsa a tutte le vittime della Prima Guerra Mondiale. E’ stata questa la scelta della Struttura di missione di Palazzo Chigi che si occupa del centenario e di Suoni delle Dolomiti. Tanti, più di mille persone, si sono arrampicati a 1600 metri, a Folgaria, per ascoltare Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura. “Autista moravo” c’era per Radio Popolare e prova a restituirvi l’emozione di quei suoni, in quei luoghi… Buon ascolto (clicca per ascoltare).

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Vittime due volte: storia dei soldati fucilati.

fucilazioneortisPodcast e materiali della ventiduesima puntata di “Autista moravo”. Costretti come i loro commilitoni nel fango delle trincee e a battaglie insensate, almeno 750 soldati italiani sono stati fucilati. Per fuga, per insubordinazione o per comportamenti anche meno gravi, spesso sono stati scelti a caso per terrorizzare il resto della truppa. I paesi occidentali hanno perdonato o riabilitato i loro fucilati. Cosa aspetta l’Italia a fare altrettanto. Qualche risposta in questa puntata di “Autista moravo” da Franco Marini, Presidente del Comitato Storico Scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, da Marco Cuzzi, docente all’Università Statale di Milano e Andrea Saccoman, storico alla Bicocca. Per la rubrica dedicata al panorama artistico negli anni della Grande Guerra, Silvia Galasso ci porta a Parigi, tra Cezanne, Van Gogh e nuove avanguardie. Ecco il podcast.

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La Grande Guerra sul maxischermo in mostra a Trento

cinemaguerraUn viaggio nella rappresentazione cinematografica della prima guerra mondiale dal 1914 ai giorni nostri. Prende il via oggi, 28 luglio 2014, nel giorno dell’anniversario dello scoppio della Grande Guerra l’importante mostra “La Grande Guerra sul maxischermo“, visitabile fino al 14 giugno 2015 presso lo Spazio espositivo “Le Gallerie” a Piedicastello, Trento. L’esposizione, che si sviluppa lungo i 300 metri della galleria nera, è stata realizzata in collaborazione con autorevoli partner internazionali e nazionali, in primis La Cineteca del Friuli, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la Cineteca Nazionale di Roma, l’Istituto Luce e Rai Storia. Danilo De Biasio ha visitato la mostra in anteprima per “Autista moravo” e ce la presenta con l’ausilio di alcuni ospiti d’eccezione. Di seguito, vi proponiamo anche due video della mostra, per i quali ringraziamo sentitamente la Fondazione Museo Storico del Trentino. Buon ascolto e buona visione! (Clicca per ascoltare la presentazione)

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Solo a Olimpia si fermavano le guerre.

tregua-di-natalePodcast e materiali della ventunesima puntata di “Autista moravo”. Durante la Grande Guerra anche quasi tutte le attività sportive sono state congelate: la militarizzazione è arrivata anche sui campi di calcio e sulle strade sterrate del giro. Eppure, proprio grazie ad un pallone, ci fu la più famosa fraternizzazione tra nemici. Episodi rispolverati dal nostro Dario Falcini con l’aiuto di Carlo Delfino storico del ciclismo e autore del libro Cicloeroi – Il ciclismo eroico 1891-1914 assieme a Giampiero Petrucci (editore L’Eroica) e Luca Rolandi, giornalista e scrittore, autore del libro Quando vinceva il Quadrilatero (1908-1928) edito da BradipoLibri. Ecco il podcast.

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Silenzio, si muore. Paolo Fresu a Radio Popolare.

trombaEsiste una musica che nelle caserme segna la fine della giornata, il momento del riposo. In Italia si intitola “Il Silenzio” – ed è la stessa in molti altri Paesi – e in tempo di guerra è la tromba che saluta i caduti, come una sorta di ultimo saluto che i soldati vivi indirizzano ai compagni morti. Domenica 27 luglio 2014, un giorno prima che scocchino i cento anni esatti dallo scoppio della Prima Guerra, grazie ad un progetto, proposto dall’Italia agli altri paesi coinvolti nella Grande Guerra, nato da un’idea del giornalista e scrittore Paolo Rumiz,  i trombettisti di ogni nazione suoneranno questo brano nei luoghi più significativi in patria, per le vicende storiche, belliche o culturali. Un dovuto atto di riverenza e memoria, nell’unica lingua che tutti conoscono e condividono: la musica.

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