Il progetto

sarajevo28juin1914-1[1]“L’autista moravo” è un progetto multimediale che vuole raccontare la storia della guerra che ha cambiato il ‘900. Perché la Grande Guerra ha condizionato profondamente la nostra vita: per il sangue versato e le distruzioni causate, per le eredità politiche e i lasciti linguistici. Dopo la Grande Guerra niente sarà più come prima.

“L’autista moravo” è un viaggio, è un ciclo di trasmissioni, è un blog.

Iniziative che richiedono il contributo attivo degli ascoltatori di Radio Popolare e che sono realizzate con il contributo di Lapsus, laboratorio di analisi storica del mondo contemporaneo.

Perché questo titolo? Perché la vicenda Franz Urban, l’autista moravo dell’Arciduca Franz Ferdinand, racchiude tutta la grottesca tragicità della Grande Guerra. Su di lui, involontariamente, pesa una parte di responsabilità: a Sarajevo Franz Urban, avvertito all’ultimo istante del cambio di tragitto, fermò l’automobile permettendo all’attentatore di colpire l’Arciduca e la moglie. L’autista era moravo, una regione dell’Impero austro-ungarico, attualmente nella Repubblica Ceca.

#Autistamoravo è anche… Guarda il video!

25 Comments  to  Il progetto

  1. Andrea Testa scrive:

    Ottima l’impostazione del progetto, basata giustamente sull’irrazionalità dello scoppio della Grande guerra, tesi molto spesso assente dai libri di storia, che hanno inventato le solite “cause” ex post. Non conoscevo il nome dell’autista e ho fatto una ricerca sulla rete che però mi dà il nome di Leopold Lojka, anziché Franz Urban. Potreste fare una ricerca più approfondita in tal senso? fatemi sapere, grazie!

    • Danilo De Biasio scrive:

      Grazie per i complimenti, anche se in realtà non sappiamo nemmeno se l’irrazionalità spieghi compiutamente gli avvenimenti della Grande Guerra. Per quanto riguarda l’autista ci sono diverse versioni, nessuna delle quali definitiva. Comunque gli autisti a Sarajevo erano due, uno Lojka (o Loyka secondo un’altra traduzione) e l’altro – appunto – Franz Urban. E’ questione importante, non lo neghiamo, ma per scegliere abbiamo optato per il nome che la maggior parte delle fonti indicano. Essendo il titolo di una trasmissione – come abbiamo cercato di spiegare – ci piaceva mettere in risalto proprio questo intrico di nazioni, lingue, ideali, aspirazioni, interessi che casualità ha mescolato provocando una spaventosa guerra.
      Danilo

  2. Adele Emma Masini scrive:

    Pensate di poter raccogliere documenti, foto, come fatto dal Corriere della Sera nel loro recente “Collection Day” per una iniziativa promossa in tutta Europa. Mio padre, classe 1896 si è arruolato volontario già dall’aprile 1915 ed al Corriere ho portata parecchia documentazione che è stata scansionata e subito restituita. Sarei felice di condividere.

  3. mario scrive:

    le guerre sono sempre irrazionali,si giustificano con i nazionalismi e la vendetta di torti subiti.1quando i cervelli si spengono ecco apparire i venti di guerra.

  4. Marcello scrive:

    Confesso che a causa di un promo radiofonico ascoltato distrattamente avevo frainteso l’inusuale titolo del progetto: non “autista moravo”, bensì “autista morale” :-)
    Misunderstanding a parte, complimenti per l’impianto del progetto, originale e ben curato.
    Solo un dettaglio: digitando Franz Urban sono capitato su questa pagina wiki: http://en.wikipedia.org/wiki/Leopold_Lojka.

    • Danilo De Biasio scrive:

      Grazie dei complimenti. Quanto a Leopold Lojka (o Loyka, secondo altre fonti): non c’è una versione definitiva. Gli autisti che acompagnavano l’Arciduca erano due, Lojka e Urban. La maggior parte delle fonti che ho controllato sostengono che nel momento dell’attentato l’auto fosse guidata da Urban. So che quello quantitativo non è un metodo “scientifico”, ma sono anche convinto che la sostanza non cambia: un autista, uno dei tanti rappresentanti dei “popoli” che componevano l’Impero Austroungarico, un ordine di servizio non compreso bene e … boom, la fine di un mondo.
      Grazie
      Danilo

  5. Lia Giudici scrive:

    Per impegni vari ho incominciato a seguire la trasmissione solo venerdì scorso, ma vista la qualità del progetto ho intenzione di “recuperare” e meno male che il recupero è possibile, grazie alle nuove tecnologie, perché altrimenti mi sarei persa qualcosa di estremamente interessante. Il lavoro è veramente eccellente. Complimenti!

    Lia

    • Danilo De Biasio scrive:

      Grazie Lia! Allora buon recupero, ma anche buon ascolto per le prossime puntate che speriamo saranno di tuo gradimento!

  6. thawra scrive:

    1.) liniziativa è stata fatta per fasi pubblicità
    2.) della Guerra non ve ne frega nulla, vi interessa solo raccogliere soldi
    3.) lavoratori, anarchici, ceti popolari erano fortemente contro la Guerra, specie in italia, ma a voi non frega nulla
    4.) l’italia era un paese analfabeta, contadino e ignorante, ma voi pensate solo ai libri della comunità ebraica, di davidbidussa, della feltrinelli che vi interessa vendere, per avere pubblicità

    • Danilo De Biasio scrive:

      Gentile Thawra,
      ci dispiace che pensi questi del progetto. Come avrà potuto vedere i libri recensiti sono delle case editrici più disparate e gli ebook curati da Fondazione Feltrinelli sono scaricabili gratuitamente dal sito della Fondazione, quindi, nessun ritormo economico per nessuno. Quanto alle altre critiche, ci sembra di aver sottolineato più volte le differenze tra elite europee e lavoratori e lavoratrici, ceti popolari, forse le è sfuggita qualche puntata, ma contemporaneamente anche noi presteremo più attenzione.
      A risentirci, Danilo e Lapsus

  7. daniele scrive:

    Ciao, il progetto oltre che coniugare felicemente l’approfondimento storico con un format che rende interessante l’argomento, è anche coraggioso per le tematiche non semplici. Mi piace molto seguirlo quotidianamente e avere l’impressione di capire ogni giorno un po’ di più del mondo in cui vivo. Voglio fare un piccolissimo appunto: ho sentito nella pubblicità della trasmissione radio una frase di apertura un po’ fastidiosa, che suona più o meno così: “Cento anni fa ci hanno provato con un altro tipo di mondiale”. E’ un umorismo che secondo me suona un po’ fuori posto, data la gravità del tema. In secondo luogo, fa riferimento alla solita retorica riguardo i tedeschi di oggi e agli stereotipi che noi tutti attribuiamo loro, e che personalmente mal sopporto, visto che la gran parte del popolo tedesco è cresciuto e ha imparato dai gravi errori commessi nella prima metà del secolo scorso.
    Ancora complimenti e auguri nella speranza che in futuro seguiranno altri progetti di questo livello.

    • Danilo De Biasio scrive:

      Grazie per i complimenti…e anche per le critiche.
      Confermo: hai sentito bene, nello spot c’è esattamente quel concetto, ovviamente pensato come esagerazione umoristica e non certo come confronto storico. Proprio perché non mi piacciono gli stereotipi abbiamo realizzato certe trasmissioni, andando a sondare in profondità cosa accadeva in quelle masse che, nel giro di pochi giorni, cambiarono opinione, dal neutralismo all’interventismo. Il passaggio dalla Prima alla seconda Guerra mondiale insegna – andando per le spicce – che il grosso della popolazione tedesca NON ha imparato dai gravi errori commessi, come scrivi tu. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ha imparato la lezione? Sicuramente di più di vent’anni prima, ma proprio perché non mi piacciono le generalizzazioni faccio fatica ad essere tranchant. Preferisco porre delle domande, intervistare studiosi che hanno più competenze, lasciando a chi ci ascolta il compito di tirare le somme.
      Alla prossima…
      Danilo

  8. thawra scrive:

    la differenza fra chi odia la guerra, e chi fa da intellettuale e si masturba sulla sofferenza degli altri, è come quella che una volta era contro la guerra del golfo, e la radio divenne famosa, poi sfruttò la fama, cancellò le trasmissionie divenne quella che è ora, anche nel famoso libro sulla Storia di RadioPopolare, quella guerra non vi è traccia.
    Be, la scelta è l’intrattenimento,macome sapete la Rai lo fa meglio….e vabbè vi interessa il viaggio, con il ritorno economico

  9. thawra scrive:

    Per quanto riguarda Gaza, poi siete scandalosi, e i coloni diventano cittadini rapiti, e le manifestazioni dei fantasmi

  10. thawra scrive:

    Non mi sonosfuggite le puntate, e l’accenno sille condizioni da famee ignoranzal’ho colto, ma come unaa nota, prima della parte suigiornali e sulla musica classica….che di popolare non aveva nulla

  11. thawra scrive:

    E per dirla tutta anche il titolo, come per dimenticare la guerra in crimea, le guerre russe, e le due guerre balcaniche scoppiate appena prima e i rancori di quelle. Come per dimenticare il ruolo degli industriali dell’acciaio, e degli intellettuali di merda, l’eugenetica, il darvinismo sociale, l’odio verso il nemico e i proletari

  12. thawra scrive:

    Vuoi un libro sulla prima guerra mondiale?
    Guerra alla guerra!

  13. […] 30 giugno al 1 agosto, dal lunedi al venerdi alle 10.40, Radio Popolare trasmette “AUTISTA MORAVO“, la trasmissione ideata e curata da Danilo De Biasio (con la collaborazione dei giovani […]

  14. fraulago scrive:

    Non mi è mai interessato nulla della prima guerra mondiale (una guerra così lontana che neanche i miei nonni vi hanno partecipato)… e adesso non mi lascio sfuggire nemmeno una puntata!!! Grazie mille per questo stupendo progetto che mi fa riflettere sull’Europa di oggi. Grazie per le tante voci che ci fate sentire, per le domande a cui cercate di dare una risposta senza la pretesa che sia quella definitiva. La prima guerra mondiale fa parte, ora, del mio passato.

    • Danilo De Biasio scrive:

      Grazie a te di questo bel commento: non potevamo sperare di meglio come risultato del progetto!
      A presto!

  15. […] 30 giugno al 1 agosto, dal lunedi al venerdi alle 10.40, Radio Popolare ha trasmesso“AUTISTA MORAVO“, la trasmissione ideata e curata da Danilo De Biasio (con la collaborazione dei giovani storici […]

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  18. thawra scrive:

    IT’S A LONG WAY…..

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