Silenzio, si muore. Paolo Fresu a Radio Popolare.

trombaEsiste una musica che nelle caserme segna la fine della giornata, il momento del riposo. In Italia si intitola “Il Silenzio” – ed è la stessa in molti altri Paesi – e in tempo di guerra è la tromba che saluta i caduti, come una sorta di ultimo saluto che i soldati vivi indirizzano ai compagni morti. Domenica 27 luglio 2014, un giorno prima che scocchino i cento anni esatti dallo scoppio della Prima Guerra, grazie ad un progetto, proposto dall’Italia agli altri paesi coinvolti nella Grande Guerra, nato da un’idea del giornalista e scrittore Paolo Rumiz,  i trombettisti di ogni nazione suoneranno questo brano nei luoghi più significativi in patria, per le vicende storiche, belliche o culturali. Un dovuto atto di riverenza e memoria, nell’unica lingua che tutti conoscono e condividono: la musica. In Italia Il Silenzio sarà suonato da Paolo Fresu – uno dei jazzisti italiani più conosciuti, a Forte Dosso delle Somme sull’altopiano di Folgaria, in Trentino. Danilo De Biasio, che lo scorso 6 luglio ha partecipato al concerto tenuto da Riccardo Muti a Redipuglia in cui è stato eseguito il Requiem di Verdi, ha intervistato proprio Paolo Fresu in vista di domenica, per “Autista moravo”. Il progetto  è  promosso dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con  I Suoni delle Dolomiti e l’Azienda per il Turismo di  Folgaria, Lavarone , Luserna, e con Radio 3 e Rai Storia. Ecco il podcast dell’intervista.

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